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SARDEGNA ROSSOBLU

L'identità culturale del popolo sardo come bene primario da valorizzare e promuovere.

Confartigianato:rincorsa imprese Sardegna a treno ripartenza

Restano problemi da risolvere e mali endemici

21/05/2021 10:11
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Quello della "ripartenza" è un treno che la Sardegna delle imprese tenta di agganciare. Anche se appena partito, il "convoglio sardo" si porta dietro, i "mali endemici dell'isola come la penuria di lavoro, la scarsa digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, la lenta transizione green e lo 'scollamento' tra le aree densamente abitate e le zone periferiche e montane e la burocrazia che colpisce pesantemente tutta l'Italia".
E' questo ciò che emerge dal Focus Sardegna "Prove di ripresa. Terza ondata e prospettive post pandemia per imprese e territori", analisi periodica di Confartigianato Imprese Sardegna sull'attuale situazione del sistema imprenditoriale isolano.
    "La ripresa della Sardegna, è ormai opinione condivisa, sarà condizionata dall'andamento del piano vaccinale - commentano Antonio Matzutzi e Daniele Serra, Presidente e Segretario di Confartigianato Imprese Sardegna - accelerare il passo è un primo elemento indispensabile per far fronte alle diverse conseguenze negative derivanti dallo shock pandemico che si è riverberato su famiglie e imprese, aggravando la condizione generale del contesto economico e sociale".
    Tra i punti negativi più pesanti, vi è il mercato del lavoro che sconta l'effetto-Covid con una perdita nel 2020 di 24 mila posti di lavoro in Sardegna, pari ad una contrazione del 4,3%, calo dell'occupazione più accentuato rilevato tra le regioni italiane. Tra le categorie più colpite le donne e i giovani.
    L'occupazione femminile in Sardegna perde 15 mila unità pari al -5,9% (calo superiore al -2,5% nazionale, che posiziona 20^ la nostra regione nel rank nazionale) e quella giovanile - 15-34 anni - perde 11 mila unità pari al -9,1%.
    Il dato dei lavoratori indipendenti, nel 2020 nella regione risulta in crescita del 7,1%, in controtendenza rispetto alla dinamica nazionale in riduzione del 2,9%. A determinare la peggior performance occupazionale è la dinamica degli occupati dipendenti che hanno registrato un calo dell'8,5%, equivalente a 38 mila unità in meno, con i dipendenti a tempo determinato che segnano un -29 mila unità, pari al -27,8%.